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CLAUSOLA VESSATORIA SCRITTA CON CARATTERI POCO LEGGIBILI: E' VALIDA SE FIRMATA?

Se in un contratto si sottoscrive una clausola vessatoria, anche se poco leggibile resta valida; così si è espressa la Suprema Corte di Cassazione.

Quante volte ci è capitato di apporre delle firme ad un contratto, su fogli che un agente ci sfoglia davanti, senza neanche leggere cosa stiamo firmando? Senza che ci chiarisca cosa stiamo firmando? Quasi sempre succede.


Però, dopo un po' di tempo, insorge un problema e ci rivolgiamo all'azienda in questione per chiedere il risarcimento ma questa ci ha rifilato un rimborso simbolico, impedendoci il recesso se non a seguito del pagamento di una penale. Ci siamo opposti ma la società ci ha fatto notare che, tra le varie firme che abbiamo messo sul contratto, ce n’è una in cui abbiamo accettato una serie di clausole vessatorie, ossia condizioni particolarmente svantaggiose.


È proprio così: ma la clausola – come sempre succede nei moduli standard e prestampati dalle società – è scritta con caratteri molto più piccoli rispetto al resto del contratto. Per noi, questa differenza grafica ha un grosso valore perché è volta a truffare il cliente e a non fargli prendere visione consapevole del contenuto dei suoi diritti e obblighi.


Dunque, che valore ha la clausola vessatoria con caratteri minuscoli? Sul punto si è espressa la Cassazione la quale, nel confermare un indirizzo interpretativo già offerto in passato, ha deciso che la sottoscrizione di una clausola vessatoria è valida anche se scritta con caratteri minuscoli!



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