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INFERMIERI: ADDIO IPASVI. NASCE LA FNOPI: ECCO COSA CAMBIA.

FNOPI: "Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche" è la nuova denominazione e il primo effetto della legge Lorenzin (3/2018). Per la responsabilità professionale si confermano le norme della legge Gelli (24/2017).


La FNOPI: "Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche" spodesta l'ormai vecchia IPASVI. "Si cancella anche l’uso del nome “infermieri professionali e vigilatrici di infanzia”: gli infermieri sono infermieri e basta, mentre le ex vigilatrici di infanzia sono gli infermieri pediatrici», spiega la presidente Barbara Mangiacavalli.

Saranno necessari ora una serie di decreti attuativi per rendere operativa la nuova legge che secondo Beatrice Lorenzin arriveranno già entro marzo.


Certo, quella del nome non è l’unica novità che caratterizza l’entrata in vigore del provvedimento. "La nostra Federazione – prosegue Mangiacavalli – passa da Federazione nazionale dei Collegi Ipasvi a Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), la più grande d’Italia con i suoi oltre 440mila iscritti. E i Collegi provinciali sono Ordini provinciali delle professioni infermieristiche: Opi".


La presidentessa dell’Ordine, quindi, aggiunge: «La tutela ordinistica favorirà non solo i professionisti, ma anche i cittadini, offrendo armi efficaci ad esempio contro l’abusivismo, che infanga l’operato di centinaia di migliaia di professionisti e pone a rischio la salute degli assistiti. L’elemento forte della trasformazione dei Collegi in Ordini è la tutela dell’assistito, che si ottiene anche, nel caso, con l’esercizio della magistratura interna. Quindi il controllo sui comportamenti deontologici e professionali: si lavora per una sorta di accreditamento periodico anche in termini di competenza dei professionisti. Non basta essere iscritto all’Ordine, se poi l’iscrizione diventa un mero titolo di cui fregiarsi senza rivedere preparazione, formazione e competenza. Va introdotto un percorso di accreditamento periodico, professionale e continuativo che gli Ordini possono a pieno titolo verificare».


La prima differenza sostanziale è essere da oggi non più enti ausiliari, ma sussidiari dello Stato. Nel primo caso gli Ordini non svolgono una funziona amministrativa attiva, ma solo una funzione di iniziativa e di controllo. Nel secondo caso, quello della nuova legge, in base al principio di sussidiarietà, possono svolgere compiti amministrativi in luogo e per conto dello Stato.

In questa veste, ad esempio, la legge stabilisce che vigilino sugli iscritti agli albi (l’iscrizione è obbligatoria a qualunque titolo la professione sia svolta), in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività professionale, compresa quella societaria, irrogando direttamente sanzioni disciplinari secondo la volontarietà della condotta, la gravità e, nel caso, il fatto di aver ripetuto l’illecito.

Cambia il codice penale: aumentano pesantemente le sanzioni per gli abusivi, a tutela della professione e dei cittadini. Per la responsabilità professionale si confermano le norme della legge Gelli (legge 24/2017).


Ma vediamo nel dettaglio cosa cambia:


Enti sussidiari - La differenza tra essere enti ausiliari ed enti sussidiari dello Stato è che nel primo caso gli Ordini non svolgono una funziona amministrativa attiva, ma solo una funzione di iniziativa e di controllo; nell’altro caso, in base al principio di sussidiarietà, possono svolgere compiti amministrativi in luogo e per conto dello Stato.


In questa veste ad esempio stabilisce la legge che vigilino sugli iscritti agli albi, in qualsiasi forma giuridica svolgano la loro attività professionale, compresa quella societaria, irrogando direttamente sanzioni disciplinari secondo una graduazione correlata alla volontarietà della condotta, alla gravità e alla reiterazione dell’illecito, tenendo conto degli obblighi a carico degli iscritti, derivanti dalla normativa nazionale e regionale e dalle disposizioni contenute nei contratti e nelle convenzioni nazionali di lavoro.


Struttura – La  professione infermieristica avrà a livello centrale una Federazione nazionale che coordina gli Ordini di livello provinciale ed emana il Codice Deontologico che deve essere approvato dal Consiglio Nazionale con il via libera di almeno due terzi dei consiglieri presidenti di Ordine.


Le Federazioni sono dirette dal Comitato centrale costituito da quindici componenti eletti dai presidenti di Ordine. Ciascun presidente dispone di un voto per ogni cinquecento iscritti e frazione di almeno duecentocinquanta iscritti al rispettivo albo.